Massimizzate le opportunità

Martedì scorso Wheelab ha saputo di essere stata selezionata per partecipare a Dublino alla fase finale della Intel Business Challenge 2013, io ero al settimo cielo, vedi anche il post precedente.

Dublino è una città piena di ricordi per me, nonostante le birre, ci sono stato quasi un mese durante il liceo nel periodo di San Patrick dove ho lavorato per due settimane presso Tower Records più un’altra in cui ho seguito un corso full immersion di inglese.

Il giorno successivo, Mercoledì, veniamo contattati da Intesa San Paolo perché su oltre 200 progetti (sempre a livello Europeo) siamo stati selezionati per la European ICT Challenge 2013 che si terrà a Milano.

Il karma è il karma e giustamente le due finali saranno lo stesso giorno.

Che fare?

La mia voglia di andare a Dublino era fortissima, soprattutto per i ricordi.

Entrambe le competizioni prevedono la presentazione in inglese ed un question time in inglese.

Paura, purtroppo non sono una cima  col tempo non ho avuto modo di tenermi allenato.

A Milano c’è la possibilità di un traduttore.

Per moltiplicare le possibilità abbiamo deciso di dividerci e così Yuri ed Angela andranno a Dublino, viste le loro competenze decisamente maggiori con la lingua inglese.

Non è stato molto semplice per me decidere di non andare più in Irlanda.

La possibilità di tornare a Dublino, di andare a 23 anni alla finale di un percorso molto impegnativo, che mi ha fatto realizzare un business plan(è da migliorare sappiatelo in anticipo) dormendo veramente un numero limitato di ore e vederlo apprezzato era un gran bel premio.

ERRORE

Dublino non è un premio, idem Milano, sono opportunità, il che è diverso, molto diverso.

Non stiamo andando lì per fare una scampagnata, ma per presentarci a degli investitori e vincere.

L’obiettivo è fondare una startup e per farlo bisogna massimizzare tutte le occasioni che si presentano per Wheelab, anche a scapito del singolo, perché è un team, una squadra.

Quindi?
Quindi Insubri temete l’assedio romano!
Wheelab prepara le valige e riscalda i motori!

 #daje

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ps Che ve ne pare se iniziassi a scrivere i prossimi post in inglese?

(un inglese un pò maccheronico purtroppo)

 

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L’Italia c’è e si sente!

Era un sabato sera alla Sapienza mentre lasciavamo i laboratori dove avevamo registrato il picth da 2 minuti per il secondo round della Intel Business Challenge Europe.

Eravamo tutti insoddisfatti del risultato, il mio inglese non era perfetto, la luminosità del video non era stata studiata bene.

Il giorno successivo ci siamo ridotti all’ultima ora per consegnare un BP che poteva essere migliorato.

Il pensiero  comune era:“Vabbè è andata così cerchiamo di capire dove abbiamo sbagliato”.

 

Oggi poi verso le 17 mi è arrivata una mail dalla Intel che riportava il link dove c’era la classifica dei partecipanti.

Eravamo in 200, selezionavano i primi 24, Wheelab era 6 classificata.

Nella mia mente: “C’è sicuramente un errore, Andrea controlla non è possibile”,  il cuore era a mille, cercavo di capire, per me c’era sicuramente la fregatura, stiamo parlando di una competizione di livello Europeo con ricercatori, phd, non gente che il primo maggio portava dei vecchi lettini di legno come spiaggino d’emergenza”.

Nessun errore, la classifica è quella e noi ce l’abbiamo fatta.

Sono contento? Tantissimo! (sarò sincero, mia madre che si è emozionata al telefono ed è scoppiata a piangere è stato il momento più bello di tutto questo “viaggio”)

Ma volete sapere qual è stata una delle gioie più belle?

1) Vedere in quanti dall’Italia ce l’hanno fatta classificandosi tra i primi 24

2) Sapere che tra i primi 10 classificati(ma facciamo anche 6) ci sono degli Alumni di InnovAction Lab.

Vedere queste potenzialità in un momento di estrema crisi e di difficoltà da la carica per crederci, per insistere e sentire il cambiamento.

E’ dura, abbiamo ancora molto su cui lavorare e maturare, ma siamo consapevoli l’avevamo letto nei “Termini e condizioni d’uso” del biglietto di viaggio.

#dajeitalia #dajeroma

 

SecondRound

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“Il nostro momento è ora” Sheryl Sandberg #wcap #amoiltalento

Oggi durante l’inaugurazione dell’incubatore di Telecom Italia, il FUNDING PITCH, avrà dei momenti di break in cui ci sarà il panel “Farsi avanti: Italia, Donne e Innovazione” ispirato al libro di Sheryl Sandberg(sponsorizzato questo stesso mese su HBR con una bella intervista, anche se l’articolo più interessante è la ricerca di Deloitte).

Ma chi è questa?

E’ una super donna!

E’ il COO di Facebook.

In poche parole  “questa”  si è laureata ad Harvard tra 1987 e il 1991 in economia con Lode,  dopo una esperienza nella World Bank  ha frequentato un MBA (sempre ad Harvard) con il massimo dei voti e quest’anno ha scritto il libro “Lean In”, una “sorta di manifesto femminista”.

Il libro è rivolto “a qualunque donna che desideri dei consigli su come raggiungere la posizione lavorativa a cui aspira e a qualunque uomo che voglia partecipare alla crreazione di un mondo più equo”. Analizza la discriminazione che tutt’ora esiste nelle aziende tra uomo/donna, la disparità di trattamento e come arrivare ai vertici di una azienda come Facebook nonostante il gap che esiste nella società in cui viviamo.

Il classico libro femminista?

Non so, non credo. Sicuramente è molto work-oriented.

L’intervista mi ha colpito molto come si analizzi i sacrifici lato famiglia/figli per arrivare ai vertici di un’impresa ed il ruolo che deve avere il marito per permetterte tutto questo.

Effettivamente vale la pena domandarsi se ci sono CEO, COO, executive in generale di sesso maschile con famiglia, perchè non dovrebbero poterci essere anche le donne?
Why not?We_Can_Do_It!

 

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L’importanza di un cofounder e una panchina

Domenica scorsa abbiamo consegnato alle 11: 30pm i documenti per accedere al secondo round della Intel Business Challenge.

Decisamente in ritardo rispetto alla tabella di marcia che ci eravamo imposti. I documenti dovevano essere pronti due settimane prima e invece ci ritrovavamo agli sgoccioli

Come si dice nel gergo tecnico “No Bueno No Bueno”.

Così oggi mi sono visto con Yuri per capire come mai avessimo toppato così brutalmente. Quali fossero gli errori commessi.

Avevo tenuto traccia delle ore dedicate ogni giorno(mediamente 6-7) al progetto.

Avevo delle ipotesi personali di cosa fosse andato storto e cosa no.

Cazzeggio non ce ne era stato molto, anzi.

Solo dopo aver eviscerato tutte le questioni alla fine si è riusciti ad inquadrare con professionalità non solo le cause, ma anche quello che la prossima volta non si sarebbe dovuto ripetere.

Purtroppo,  avevamo commesso per inesperienza degli errori che hanno portato a tutto questo(buona parte miei ci tengo ad evidenziarlo):

  1. Errore nella divisione dei vari Task(Attività da compiersi) e quindi una cattiva attività di monitoraggio dell’intero progetto di stesura del Business Plan
  2. Errore nella stima dei tempi necessari, era il primo Business Plan(non didattico da facoltà di economia) che elaboravo. Solo ora che scrivo questo post mi torna in mente di quando mi avevano detto “Un Business Plan fatto bene ha bisogno di un mese di lavoro molto intenso” 

Una persona che mi ha dato e mi da una grande mano con Wheelab mi ha insegnato comunque che è meglio evitare di fallire, che non bisogna elogiare il fallimento, ma qualora qualcosa vada storto dobbiamo capire come è successo e come non risuccederà.

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Vorrei però puntualizzare che è stato interessante non solo capire quali errori avevamo commesso e cosa avevamo imparato.

L’elemento importante era la consapevolezza, che entrambi avevamo, della necessità di vederci dopo la consegna per parlare con calma di quello che era successo e fare un punto della situazione.

Per dirla alla Wheelab  entrambi avevamo capito di aver preso una buca durante il viaggio, l’esigenza di spegnere un attimo il motore accostare e capire come mai avevamo preso quella buca è stata quasi immediata.

ps il cofounder è fondamentale, anche la panchina per sedersi e parlarci

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Pedius, Gaeta e Berkeley. Quello che i media non ti raccontano (il solito Gomplotto) @PediusCall

Ho un sacco di amici a Formia e dintorni che vorrebbero fare i giornalisti, però poi quando ci sono le notizie veramente fighe, che vale la pena di raccontare chissa dove sono.

Molti spesso scrivono articoli su minchiate colossali, sprecando caratteri e tempo.

Visto che sono deficitari ci penso io, a modo mio, non essendo un giornalista, ma un blogger sporadico e sgrammaticato.

Gli ingredienti della storia sono:

  •  Un developer di Gaeta
  • InnovactioCamp
  • Una idea
  • La grinta di portarla avanti

Il developer di Gaeta

Lorenzo Di Ciaccio, classe ’85, un informatico che ha partecipato ad Innovaction Camp.

Innovaction Camp

E’ l’edizione concentrata di Innovaction Lab si tiene nel periodo estivo ed è un concentrato di divertimento, massacro e innovazione(è un concentrato di quelle tre cose, dormire non è contemplato).

L’idea

Pedius è  una applicazione mobile che consente alle persone non udenti di effettuare normali telefonate.

La grinta

Lorenzo con il suo team come me aveva partecipato a Working Capital 2012, ma avendo la sua idea uno stampo fortemente sociale non era stata selezionata tra le vincenti.

Lui però non si è arreso e ha insistito, ha continuato insistendo con caparbietà e così ha vinto il round italiano della Global Social Venture Competition volando fino a Berkeley, California dove è arrivanto in finale competendo su scala mondiale.

Non è arrivato primo, ma che importa? E’ un risultato fantastico in maniera insindacabile!

L’Italia, il sud pontino, è stata rappresentata da un applicazione incredibile in una competizione di caratura mondiale.

Sono contentissimo ed orgoglioso di conoscere Lorenzo.

E’ bello poter raccontare storie di come questa, non solo corruzione, camorra e malfunzionamenti che caratterizzano le cronache del nostro territorio.
Abbiamo grandi potenzialità sta a noi scegliere se attivarle creando grandi cose o lasciarle assopite dentro un cassetto.

Lorenzo Sei Un Grande!

Daje Lorenzo, Daje Pedius!

ps volete dargli una mano? Seguite pedius su twitter e mettete mi piace su FB!

pps non vi offendete se ho detto che scrivete minchiate, vi siete persi una notizia così rilevante :P

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La paura dei meeting, a volte sai quando inizi, ma non sai mai quando finisci

Il cappellino di quando si andava in gita ve lo ricordate? Almeno alle elementari noi lo portavamo spessissimo! Voi no?
Oggi sono andato in gita a Santa Palomba, mi piace chiamarla così, è più giovanile ha un sapore più fresco.

Nella sostanza sono stato in visita nello stabilimento di P&G(Procter & Gamble) a Santa Palomba, frazione di Pomezia.

Per chi non è come me che quando è  in bagno legge le etichette di qualsiasi prodotto, P&G è una multinazionale del settore dei detergenti che fattura 21,3 miliardi di dollari (Gilette e Pringles sono state recentemente cedute).

La visita era stata programmata per il corso di Trasporto Merci e Logistica che sto seguendo.

Terminata la visita ai magazzini, visto il sistema di distribuzione, un cartello mi ha molto colpito.

Questo cartello era posizionato all’ingresso della sala meeting e dava dei consigli su una gestione efficente della riunione.

Ve li riporto, magari saranno utili anche a voi, alcuni inconsciamente già li mettevo in pratica:

  1. Era proprio necessario un meeting?  Si, se devi prendere decisioni. No, se devi condividere informazioni.

  2. Sei sicuro di aver invitato solo le persone che veramente hanno un ruolo utile al raggiungimento degli obiettivi?

  3. Hai preparato le persone inviando un agenda con argomenti, obiettivi, tempi e leader del meeting?

  4. Hai inviato un pre-reading in tempo? Consente di focalizzarsi sugli obiettivi e le eventuali decisioni?

  5. Il tempo è una risorsa importante, non sprecare il tuo tempo e quello degli altri arrivando tardi.

  6. Sei presente al meeting? Si? Cellulare, Laptop? No Grazie!

  7. Hai preparato slide essenziali efficaci, schematiche?

  8. Chi scrive il summary? Definire i ruoli su chi fa cosa e quando.

  9. Lo spazio è sufficente, le aule sono attezzate?

  10. Parole, parole, sii produttivo e prevedi un break ogni 90 minuti.

Avete già notato quali utilizzate e quali no?

Io voglio provarci, da wannabe startupper vivo quotidianamente il problema di aggiornare ed essere aggiornato sugli sviluppi del lavoro e l’annoso problema dell’ottimizzazione dei tempi.

La gita è stata bella, il tempo piacevole, la mensa un pò meno, mi hanno regalato un rasoio fusion(senza ricariche chiamali fessi) e ho pensato al livello di complessità della gestione dei magazzini sul quale una startup con un prodotto fisico e non software based deve pensare e riflettere.

Volevo mettermi in fondo al bus dove stanno i più fighi della classe, ma ho preso il treno(arrivando in anticipo sulla tabella di marcia) :)

 

Meeting Noioso

 

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In bocca al lupo ai ragazzi di #InnovActionLab 2013 #innovaction

Quasi un anno fa precisamente il giorno 09/04/12 sono stato selezionato per InnovAction Lab e da lì è cominciata un’avventura, quella di Wheelab, che ha dell’incredibile e del pazzesco.

Oggi c’è stata la prima giornata per i ragazzi di di Innovaction Lab Lazio 2013 e volevo permettermi di fare da Innlaber un in bocca al lupo e di dare tre consigli, non di più perchè vi faciliterei la vita, sulla base di quella che è stata la mia personale esperienza:

  1. Rispettate le scadenze, se una deadline dice che si deve consegnare un documento alle 14:30, consegnatelo alle 14:30. Il mio team per un errore del genere non ha avuto accesso alla finale
  2. Credeteci fino in fondo, saranno tre mesi molto duri, ma i più belli della vostra esperienza universitaria. Godeteveli al meglio dando tutte le energie per Innovaction Lab, per gli esami c’è sempre tempo, Innlab no. Nella pratica significa che se c’è da restare svegli tutta la notte per una consegna fatelo, se c’è da fare l’autostop perchè i mezzi sono in sciopero fatelo.
  3. Tenete un diario di lavoro, ho tenuto un diario giornaliero degli obiettivi raggiunti e di quelli da raggiungere, oltre che le impressioni sul team, su come stessimo procedendo. E’ uno strumento di misurazione fantastico che vi permetterà di tenere traccia del percorso e vi farà ricordare tutte le emozioni che avete provato.

Daje ragazzi e #PushItToTheLimit

 

Luiss in Autostop

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